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Il contratto SaaS (Software as a Service) B2B disciplina la messa a disposizione di un software in modalità ospitata e in abbonamento a favore di un cliente professionale. A differenza di una licenza software tradizionale, che autorizza l'installazione di una copia del programma sui sistemi del cliente, il SaaS non comporta alcuna cessione di licenza in senso classico: il fornitore ospita ed esercita esso stesso il software sui propri server (o su quelli di un terzo incaricato) e il cliente vi accede a distanza, generalmente tramite browser, in cambio di un canone periodico. Giuridicamente si tratta quindi, in via prevalente, di un contratto di somministrazione di servizi continuativa e non di una compravendita o di una cessione di diritti di proprietà intellettuale. Il contratto è regolato dal diritto comune dei contratti (artt. 1321 ss. e 1655 ss. del Codice civile) e dal principio di libertà contrattuale tra professionisti. Il Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005) non si applica in linea di principio tra due professionisti, ma occorre verificare caso per caso se il cliente possa qualificarsi come "microimpresa" o soggetto assimilabile al consumatore rispetto a determinate clausole (es. clausole vessatorie ex art. 1341-1342 c.c., sempre applicabili anche in ambito B2B se non specificamente approvate per iscritto). Inoltre, quando dati personali del cliente (dipendenti, prospect, clienti finali) transitano nel servizio, si applica il Regolamento (UE) 2016/679 (RGPD) e il D.Lgs. 196/2003 (Codice Privacy) come modificato dal D.Lgs. 101/2018, con obbligo di stipulare un separato accordo di nomina a responsabile del trattamento ex art. 28 RGPD. Quando utilizzarlo: ogni volta che un fornitore mette a disposizione di un cliente professionale un software accessibile online, in abbonamento, senza cessione di licenza d'installazione classica — strumento gestionale, piattaforma verticale di settore, soluzione SaaS, API fatturata a consumo, ecc. Parti: il fornitore del servizio SaaS (che resta proprietario del software e responsabile del suo hosting e funzionamento) e il cliente professionale, la cui denominazione e partita IVA devono essere precisate. Clausole essenziali: l'oggetto e il perimetro esatto del servizio (funzionalità incluse, limiti d'uso, numero di utenti); il livello di servizio (SLA), che fissa un tasso di disponibilità garantito, le modalità di assistenza e, se del caso, le penali o compensazioni in caso di mancato rispetto; le condizioni di abbonamento (durata, periodicità di fatturazione, prezzo, modalità di recesso e rinnovo); la proprietà intellettuale del software, che resta integralmente del fornitore, mentre il cliente dispone solo di un diritto d'accesso e uso non esclusivo e non cedibile; il trattamento dei dati del cliente ospitati nel servizio, con rinvio espresso a un separato accordo di nomina a responsabile del trattamento (DPA) conforme al RGPD; la limitazione di responsabilità del fornitore, di norma commisurata alle somme versate dal cliente; e la reversibilità di fine contratto, che disciplina la restituzione o l'esportazione dei dati del cliente in un formato utilizzabile prima della cancellazione definitiva. Errori da evitare: redigere un contratto SaaS senza uno SLA preciso e misurabile (un impegno di disponibilità vago, non quantificato, priva il cliente di ogni rimedio concreto in caso di indisponibilità); omettere la clausola di reversibilità e portabilità dei dati a fine contratto, esponendo il cliente a una perdita dei dati o a un blocco commerciale di fatto presso il fornitore; confondere licenza perpetua e abbonamento SaaS nella redazione delle clausole di proprietà intellettuale e di durata, creando ambiguità sui diritti del cliente alla scadenza; non rinviare a un separato accordo di nomina a responsabile del trattamento (DPA) pur transitando dati personali del cliente nel servizio, il che costituisce un inadempimento degli obblighi RGPD per entrambe le parti; e non prevedere per iscritto l'approvazione specifica delle clausole vessatorie ex art. 1341 c.c. (limitazione di responsabilità, foro competente, risoluzione), rischio di inefficacia delle stesse.
Ragione sociale del fornitore del servizio SaaS
Forma giuridica del fornitore
Partita IVA del fornitore
Sede legale del fornitore
Ragione sociale del cliente
Forma giuridica del cliente
Partita IVA del cliente
Sede legale del cliente
Nome del servizio SaaS
Descrizione e perimetro funzionale del servizio
Numero di utenti autorizzati
Tasso di disponibilità garantito (SLA, in %)
Es.: 99,5%. Deve essere una cifra precisa e misurabile.
Modalità di assistenza (canale, orari, tempo di risposta)
Durata dell'abbonamento
Prezzo dell'abbonamento
Periodicità di fatturazione
Es.: mensile, trimestrale, annuale.
Modalità di recesso e preavviso
Termine di restituzione/esportazione dei dati a fine contratto
Riferimento o link all'accordo di nomina a responsabile del trattamento (DPA)
Richiesto se dati personali del cliente transitano nel servizio.
Massimale di responsabilità del fornitore
Data di sottoscrizione del contratto
Es.: 99,5%. Deve essere una cifra precisa e misurabile.
Es.: mensile, trimestrale, annuale.
Richiesto se dati personali del cliente transitano nel servizio.