PKI (Infrastruttura a chiave pubblica)
Definizione
Domande frequenti
Di cosa si compone un'infrastruttura a chiave pubblica?
Di quattro elementi principali. L'autorità di certificazione emette e firma i certificati. L'autorità di registrazione verifica l'identità dei richiedenti. Un servizio di pubblicazione mette a disposizione i certificati e il loro stato di revoca, sotto forma di liste o di risposte online. Il tutto è disciplinato da una politica di certificazione, documento che fissa le regole e i livelli di garanzia.
Perché si parla di catena di fiducia?
Perché la fiducia si trasmette da vicino a vicino. Il certificato di un firmatario è firmato da un'autorità intermedia, essa stessa certificata da un'autorità radice. Per convalidare una firma, un software risale questa catena fino a una radice che conosce già. Se anche un solo anello manca, è scaduto o revocato, la firma non è riconosciuta.
Qual è la differenza tra chiave pubblica e chiave privata?
Le due sono legate matematicamente ma svolgono ruoli opposti. La chiave privata, che il suo titolare mantiene segreta, serve a creare una firma. La chiave pubblica, diffusa nel certificato, permette a chiunque di verificare questa firma. Conoscere la chiave pubblica non consente di ritrovare la chiave privata: questo è il principio della crittografia asimmetrica.
Un'azienda deve gestire la propria PKI per firmare?
No. Gestire una PKI richiede locali protetti, moduli hardware per la protezione delle chiavi, audit regolari e procedure rigorose. Le aziende si affidano quindi a fornitori di servizi fiduciari, che operano questa infrastruttura per loro conto e rilasciano i certificati su richiesta, al momento della firma.
Guide associate
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