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Visita tecnica immobiliare: norme DPE 2026

Redazione Certyneo6 min di lettura

Aggiornato il

Digitalisation des processus administratifs — équipe en réunion de travail

L'attestazione di prestazione energetica ha cambiato natura. Per lungo tempo semplice informazione consegnata all'acquirente o al locatario, è diventata una norma opponibile il cui risultato condiziona il diritto di locare un immobile. Una classificazione insufficiente non si corregge con uno sconto sul prezzo: impedisce la messa in locazione. Questo cambiamento spiega perché il tema è passato da questione tecnica ad arbitrato patrimoniale.

Cosa misura l'attestazione

L'attestazione valuta il consumo di energia primaria dell'immobile e le sue emissioni di gas a effetto serra, espresse in chilowattora per metro quadro all'anno e in chilogrammi di anidride carbonica per metro quadro all'anno.

La classificazione finale considera il più sfavorevole dei due indicatori. Un immobile efficiente sul consumo ma riscaldato con un'energia fortemente emissiva sarà classificato in base a questo secondo criterio. Questa regola, detta della doppia soglia, sorprende spesso i proprietari che hanno effettuato lavori di isolamento senza cambiare il sistema di riscaldamento.

Ne derivano sette classi, da A a G. Le ultime due corrispondono agli immobili cosiddetti energivori, obiettivo prioritario delle restrizioni successive.

Il metodo di calcolo e i suoi limiti

Il calcolo si basa sulle caratteristiche fisiche dell'edificio — isolamento, serramenti, sistema di riscaldamento, produzione di acqua calda, ventilazione — e non sui consumi effettivamente fatturati. Si tratta di un cambiamento fondamentale rispetto al vecchio metodo, che poteva basarsi sulle bollette.

Ne derivano due conseguenze pratiche. Il comportamento degli occupanti non influisce sul risultato, il che rende le attestazioni comparabili tra loro. E un immobile non occupato può essere sottoposto a diagnosi, cosa non sempre possibile in precedenza.

La contropartita è la sensibilità del risultato alla qualità del rilevamento. Un dubbio sull'isolamento di una parete, l'assenza di documentazione su un serramento, una superficie misurata male possono far cambiare classe. Il tecnico incaricato applica valori predefiniti, sistematicamente sfavorevoli, in assenza di prove. Fornire le fatture dei lavori, gli attestati di isolamento e le caratteristiche degli impianti non è quindi una cortesia: è ciò che evita una classificazione penalizzante.

Il metodo è stato inoltre adeguato per le piccole superfici, il cui calcolo penalizzava meccanicamente la classificazione a causa del peso dell'acqua calda sanitaria rapportato alla superficie. Un'attestazione risalente relativa a un monolocale merita di essere rifatta con il metodo corretto: la classificazione può migliorare senza alcun lavoro.

L'opponibilità e i suoi effetti

L'attestazione è opponibile. Un acquirente o un locatario che constata una discrepanza significativa tra la classificazione dichiarata e la realtà può far valere la responsabilità del tecnico incaricato e, secondo i casi, quella del venditore o del locatore.

Questa opponibilità vale per i dati di prestazione, mentre le raccomandazioni di lavori conservano un valore indicativo. La distinzione è utile: è la classificazione che impegna, non la stima delle migliorie suggerite.

La sua validità è di dieci anni, salvo le disposizioni che hanno abbreviato la validità delle attestazioni redatte con i metodi precedenti. Un'attestazione deve essere rifatta dopo lavori che modificano sostanzialmente la prestazione — in entrambi i sensi, poiché una ristrutturazione non aggiornata priva l'immobile del beneficio del suo miglioramento.

Il divieto progressivo di locazione

È l'effetto più pesante, e funziona per gradi.

La decenza energetica è diventata una condizione per la messa in locazione. Gli immobili più energivori ne sono esclusi per primi, poi le classi successive secondo un calendario fissato dalla legge. Poiché questo calendario è stato modificato più volte, il solo metodo affidabile consiste nel verificare la regola applicabile all'anno considerato piuttosto che fare riferimento a una scadenza mnemonica.

Un immobile non decente dal punto di vista energetico non può essere proposto in locazione, e un locatario già presente può chiedere al locatore di eseguire i lavori necessari, se necessario tramite azione giudiziaria.

Per un locatore, l'arbitrato si pone quindi a monte: avviare i lavori, vendere prima della scadenza in questione, oppure cambiare destinazione d'uso. Queste decisioni presuppongono di aver integrato la scadenza nella gestione dell'immobile, come descritto nella nostra guida alla gestione locativa.

L'audit energetico, distinto dall'attestazione

Un audit energetico si aggiunge all'attestazione per la vendita di alcuni immobili tra i più energivori. Non la sostituisce: propone percorsi di lavori quantificati che permettono di raggiungere classi superiori, con una stima dei risparmi previsti.

Il suo ambito si amplia per fasi, mirando a classi successive. Come per il calendario locativo, deve essere verificato per l'anno in corso, e si articola con il resto del fascicolo di diagnosi tecnica consegnato all'acquirente.

Scenari d'uso

Acquisto di un immobile da ristrutturare. Richiedere l'attestazione e, se esiste, l'audit prima dell'offerta. La classificazione condiziona la possibilità di locare, quindi la redditività del progetto, con le incidenze fiscali dettagliate nel nostro articolo sulla fiscalità immobiliare.

Immobile classificato al limite di una classe. Far verificare il rilevamento prima di qualsiasi decisione. Un documento di isolamento mancante può bastare a far cambiare il risultato, senza che sia necessario alcun lavoro.

Monolocale diagnosticato con il vecchio metodo. Considerare una nuova attestazione: la correzione apportata al calcolo delle piccole superfici migliora spesso la classificazione a parità di caratteristiche.

Domande frequenti

Su cosa si basa la classificazione? Sulle caratteristiche fisiche dell'immobile, e non sui consumi fatturati. La classificazione considera il più sfavorevole dei due indicatori, consumo di energia primaria ed emissioni di gas a effetto serra.

Per quanto tempo è valida l'attestazione? Dieci anni, salvo le disposizioni che hanno abbreviato la validità di quelle redatte con i metodi precedenti. Deve essere rifatta dopo lavori che modificano sostanzialmente la prestazione.

L'attestazione è opponibile? Sì per i dati di prestazione: una discrepanza significativa fa valere la responsabilità del tecnico incaricato, e secondo i casi quella del venditore o del locatore. Le raccomandazioni di lavori restano indicative.

Una classificazione scadente impedisce di locare? Sì, per gradi successivi riguardanti classi sempre più ampie. Poiché il calendario è stato modificato più volte, occorre verificare la regola applicabile all'anno considerato.

Si può contestare un'attestazione? Sì, facendo effettuare una controperizia. Le discrepanze derivano più spesso da valori predefiniti applicati per mancanza di documentazione, che la produzione delle fatture dei lavori permette di escludere.

Che differenza c'è con l'audit energetico? L'attestazione classifica l'immobile; l'audit propone percorsi di lavori quantificati. L'audit si aggiunge all'attestazione per la vendita di alcuni immobili energivori, senza sostituirla.

Da ricordare

Tre elementi determinano l'uso che si può fare di un immobile. La classificazione considera il più sfavorevole dei due indicatori, il che rende l'isolamento da solo insufficiente quando il sistema di riscaldamento è emissivo. Il risultato dipende fortemente dalla documentazione fornita, in mancanza della quale si applicano valori predefiniti sfavorevoli. E la scadenza del divieto di locazione va verificata per l'anno in corso, non a memoria.

Per un proprietario, la conseguenza pratica è semplice: l'attestazione non è più un documento da produrre al momento della firma, è un dato di gestione da monitorare come una scadenza contrattuale.

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