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Riservatezza medica e condivisione delle informazioni: guida pratica

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Il segreto medico e la condivisione delle informazioni: guida pratica

Introduzione

Il segreto medico costituisce uno dei pilastri fondamentali del rapporto di fiducia tra paziente e operatore sanitario. Tuttavia, in un contesto di cure coordinate e di team multidisciplinari, la questione della condivisione di informazioni riservate si pone quotidianamente. Come conciliare l'obbligo assoluto di riservatezza con la necessità di scambiare dati per garantire un'assistenza ottimale? Questa guida pratica specifica il quadro giuridico del segreto medico e le condizioni alle quali la condivisione delle informazioni è legalmente autorizzata, sulla base delle disposizioni del Codice della sanità pubblica e delle raccomandazioni della CNIL.

La base giuridica del segreto medico

Il segreto medico è stabilito dall'articolo L.1110-4 del Codice della sanità pubblica e dall'articolo 226-13 del Codice penale, che punisce la sua violazione con un anno di reclusione e una multa di 15.000 euro. Questo segreto copre tutte le informazioni che giungono all'attenzione del professionista: diagnosi, cure, confidenze del paziente, ma anche elementi osservati o dedotti.

È fondamentale per tutte le figure professionali coinvolte nel sistema sanitario: medici, infermieri, farmacisti, ostetriche, ma anche personale amministrativo delle strutture sanitarie. La legge del 26 gennaio 2016 per modernizzare il nostro sistema sanitario ha esteso questo obbligo ai professionisti del settore medico-sociale, creando un quadro unificato per la protezione delle informazioni riservate.

Condizioni per la condivisione delle informazioni tra professionisti

La condivisione delle informazioni tra professionisti della sanità è disciplinata dall'articolo L.1110-4 del CSP. Bisogna distinguere due situazioni distinte:All'interno della stessa équipe assistenziale ⬥⬥⬥: la condivisione si presume autorizzata, a condizione che il paziente sia stato informato e possa esercitare il proprio diritto di opposizione. L'équipe assistenziale è definita come un gruppo di professionisti che partecipano direttamente alla cura dello stesso paziente.

Tra professionisti non appartenenti alla stessa équipe ⬥⬥⬥: è richiesto il consenso espresso e preventivo del paziente, raccolti con qualsiasi mezzo, anche dematerializzati. Tale consenso deve essere informato, specifico e revocabile in ogni momento.Tra professionisti non appartenenti alla stessa équipe ⬥⬥⬥: è richiesto il consenso espresso e preventivo del paziente, raccolti con qualsiasi mezzo, anche dematerializzati. Tale consenso deve essere informato, specifico e revocabile in ogni momento.

La condivisione deve in ogni caso essere limitata alle informazioni strettamente necessarie per il coordinamento o la continuità delle cure, nel rispetto del principio di minimizzazione stabilito dal GDPR (articolo 5).

Eccezioni legali alla riservatezza

Alcune situazioni autorizzano, o addirittura richiedono, la revoca del segreto medico. La denuncia di abusi su minori o persone vulnerabili (articolo 226-14 del Codice penale), la dichiarazione obbligatoria di malattie soggette a denuncia (articolo L.3113-1 CSP) o la trasmissione di informazioni al medico di fiducia dell'assicurazione sanitaria costituiscono esenzioni previste dalla legge.

D'altra parte, la famiglia del paziente non ha un diritto generale di accesso alle informazioni mediche. Solo la persona di fiducia designata dal paziente (articolo L.1111-6 CSP) può ricevere determinate informazioni, secondo i desideri espressi.

Strumenti e buone pratiche

L'implementazione del File Medico Condiviso (DMP) e della Messaggistica Sanitaria Sicura (MSSanté) consente scambi tecnicamente sicuri. Le strutture devono inoltre adottare una politica di sicurezza dei sistemi informativi sanitari (PSSI-S) e designare un responsabile della protezione dei dati (DPO), in conformità con il GDPR.

Conclusione

Il segreto medico non è un ostacolo alla qualità delle cure ma una condizione per la fiducia del paziente. Padroneggiare le regole per la condivisione delle informazioni riservate consente agli operatori sanitari di collaborare in modo efficace nel rispetto dei propri obblighi etici e legali. La formazione regolare dei team e informazioni chiare per i pazienti sono essenziali per garantire queste pratiche.

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